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La scoperta scientifica europea della particella Xi

Per una volta, a proposito di Europa, non parliamo di lunghi vertici inconcludenti ma di una bella scoperta scientifica. Il 5 luglio 2017 è stato avvistato un altro dei mattoncini che compongono la materia: è la particella Xi. Danno il lieto annuncio gli scienziati del CERN, l’Osservatorio Europeo per la Ricerca Nucleare. La comunità internazionale dei fisici nucleari inseguiva questa visione da più decenni. Questo per almeno due motivi: prima di tutto perché, tra le particelle dette “barioni”, non ne era mai stata osservata una che fosse composta da due quark pesanti, come invece è il caso della nostra ultima arrivata in elenco. E questa cosa distingue Xi dai suoi due fratelli più celebri, il protone e l’elettrone. E poi perché l’osservazione del nuovo barione permetterà di capire meglio come funziona la forza nucleare forte, che fa da collante alla materia.

Xi è stata trovata attraverso l’enorme acceleratore LHC: uno dei sette, chilometrici circuiti sotterranei in cui i componenti fondamentali della materia vengono fatti collidere, per studiare le conseguenze a livello subatomico. Un sistema che si avvale anche di grandi rivelatori, che “fotografano” le particelle e che concorrono al successo della ricerca di fisica nucleare effettuata al CERN: il Centro che ha permesso all’Europa intera di essere di nuovo capofila nello studio della fisica dopo la seconda guerra mondiale.

E qui risiede un terzo motivo per festeggiare (almeno per noi europei): questa è una scoperta a tutti gli effetti dell’Unione europea. Infatti il Conseil européen pour la recherche nucléaire, organizzazione stanziata a Meyrin al confine tra Francia e Svizzera, è finanziata da ben 21 paesi di cui solo tre esterni alla UE: la Svizzera appunto, la Norvegia e Israele. Il CERN nasce nel 1952 ed è quindi quasi un coscritto della prima comunità europea, la CECA. In più di sessant’anni non sono mancati grandi successi scientifici.

Per ricordare quello attualmente più noto, solo cinque anni e pochi giorni fa gli scienziati di Meyrin avevano fatto conoscenza col bosone di Higgs: la particella di Dio che dà spessore a tutto il mondo che conosciamo. E dobbiamo ricordarci almeno un’altra serie di “lieti eventi”, come ricorda la pagina su Wikipedia dedicata al CERN:

  • altri due bosoni scoperti,
  • una interazione trovata e descritta (la corrente debole neutra),
  • una invenzione (i già menzionati rivelatori)…

Per un totale di ben cinque premi Nobel nella comunità di scienziati del Continente. E anche questa è l’identità europea che ci piace!

 

Immagine in evidenza: CERN di Binary Koala via Flickr

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