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Genealogia delle bandiere europee: video, infografica & storia

Ti sei mai chiesto perché tutte le bandiere europee (o quasi) si assomiglino così tanto tra di loro? E’ perché sono “imparentate” e hanno una vera genealogia in comune: quasi tutte hanno un numero limitato di due o tre “antenati”. Un video e un’infografica del sito Qriosity ricostruisce il loro albero di famiglia!

Bandiere con la croce di San Giorgio e Sant’Andrea, bandiere a bande orizzontali e verticali… Non è mai scontato studiare la bandiere di Stati europei e la loro origine: sono parte dell’identità europea e del carattere dei popoli del Continente. Sul tessuto sono rappresentati i simboli delle loro radici o delle loro ambizioni, a volte anche discordanti: cristianesimo ma anche islamismo, casate di principi ed idee illuministe, senso di appartenenza nazionale o di voglia di unità europea.

Comunque, i disegnatori dei drappi ufficiali si sono influenzati a vicenda: questo è evidente. Quindi ci voleva davvero un post per raccontare tutte le bandiere europee, i loro nomi, le loro origini comuni e la loro storia. Insieme ai contenuti multimediali di Qriosity!

E’ un po’ enciclopedico? Abbastanza. Quindi consulta liberamente le sezioni che ti interessano di più. Altrimenti, guardati solo il video qui sotto e l’infografica (al fondo dell’articolo). Fermo restando che il sito più completo sulle bandiere del mondo e la loro storia è Flags of the World. Lo puoi consultare, insieme all’intramontabile Wikipedia (da cui ho desunto molte informazioni), se vuoi qualcosa di ancora più completo di questo post.

Postilla. Se cerchi la storia di una bandiera di uno Stato europeo in particolare basta vedere i titoletti dell’indice dei contenuti, qui di seguito. Oppure, se leggi da desktop, fai CTRL+F12 sulla tastiera e digitare il nome cercato.

 

Indice dei Contenuti

Origine delle bandiere europee: il video di Qriosity

Ecco il video YouTube di Qriosity, un canale di fatti accattivanti presentati con una grafica altrettanto accattivante. Al momento presenta 5 video, ma conta già oltre 4.500 iscritti. Ha anche un sito di appoggio (da cui ho preso l’infografica al fondo dell’articolo): www.qriosity.org.

E questo è proprio Origins of the European Flags:

 

 

Ora, se ti interessa sapere di più sulla storia di tutte le bandiere europee e i loro nomi (dove indicati dalle fonti), puoi consultare il resto del post!

 

Le bandiere europee con la croce: storia e curiosità

La croce è un simbolo evidente del cristianesimo: nell’Europa medievale questo elemento culturale era ancora più forte che adesso nell’identità europea. Il video di Qriosity ricostruisce la genealogia di tutte le bandiere di Stati nazionali europei con un croce, risalendo ad un unico antenato comune. Che però non è l’emblema di uno Stato, ma di un ordine religioso cavalleresco.

 

L’origine delle bandiere europee con croce: i templari

Il medioevo cristiano vede l’origine di molti ordini religiosi cavallereschi, che univano la guerra “per la difesa della fede” ai valori monastici: cavalieri teutonici, di San Giovanni, di Santiago e molti altri nacquero nella temperie delle crociate, ottenendo l’ufficializzazione papale. Forse i più famosi sono i templari: custodi per eccellenza del Santo Sepolcro dalla loro fondazione nel 1118-1119, abili guerrieri oltreché banchieri, soppressi dal re di Francia Filippo il Bello nel 1312. Una leggenda metropolitana mai confermata li vorrebbe anche scopritori dell’America, come ti ho raccontato in questo post.

Quello che pochi sanno (e che il video di Qriosity ricorda) è che il vessillo da guerra dei templari ha dato origine a quasi tutte le bandiere di Stati europei con croce: era il Beauceant, la famosa croce rossa su campo bianco che compariva sui loro mantelli. Altrimenti detta Croce di San Giorgio.

Il vessillo templare compare anche nella simbologia di due Stati che oggi non esistono più: il Sacro Romano Impero Germanico e la Repubblica di Genova. L’Impero adotta il vessillo da guerra, ma inverte i suoi colori: croce bianca su sfondo rosso. Mentre la città marinara utilizza tale quale la croce rossa su sfondo bianca fin dal 1218. E ancora oggi è il suo emblema comunale!

 

Genealogia delle bandiere scandinave

Gli altri “si accodano”: infatti la maggior parte delle bandiere di Stati europei hanno origine o dall’Impero Germanico o dalla Repubblica di Genova (che quindi hanno un ruolo centrale nel plasmare i simboli dell’identità europea). Qriosity mostra in ordine cronologico la loro trasformazione: qui mi limito ad alcuni appunti.

 

Bandiere europee: croce danese in un porto
Danish flags in Nyhavn / Copenhagen: foto di hjalmarGD via Flickr

 

Danimarca.

Secondo la tradizione il Dannebrog, ossia “Panno danese”, cadde dal cielo durante la battaglia di Lyndanisse del 1219 tra danesi ed estoni. Ovviamente è una leggenda: la croce bianca su campo rosso è una derivazione evidente dai vicini imperiali. Le bandiere degli Stati scandinavi hanno tutte origine dal Dannebrog.

Svezia.

La sua bandiera è una croce gialla su sfondo blu e fu introdotta dal re Gustav Vasa nel 1569: i colori sono quelli del Grande stemma nazionale, lo Stora riksvapnet, mentre la struttura ha origine danese.

Norvegia.

Stessa derivazione: la croce blu bordata di bianco su sfondo rosso fu disegnata nel 1821. Dal XVI secolo fino a quel momento i norvegesi avevano utilizzato lo stendardo degli antichi dominatori danesi. E il disegno della bandiera del 1821 tradisce l’origine.

Finlandia.

La “Bandiera dalla Croce Blu”, che ha nome Siniristilippu in finlandese, è stata adottata nel 1918 dopo l’indipendenza dall’impero russo. Unica differenza dallo stendardo danese: la croce blu, come il cielo e i tanti laghi della Nazione, e lo sfondo bianco delle nevi.

Islanda.

L’isola dei vulcani adotta una variante del Panno danese dal 1944 (quando divenne repubblica autonoma): croce rosso-fuoco bordata di bianco su sfondo blu. Era utilizzata informalmente dal 1913 e, in via ufficiale, dal 1915 come drappo di un territorio dipendente dalla Danimarca.

 

La bandiera del Regno Unito: storia e significato

Forse il melting pot più “complesso” è quello del Regno Unito: la Union Flag, a cui gli amici danno nome Union Jack, è infatti un mix delle bandiere delle sue nazioni costituenti.

 

Bandiere europee: Union Jack
Union Jack di CasparGirl via Flickr

 

  • Cominciamo con l’Inghilterra: La Croce di San Giorgio viene adottata dalle navi inglesi nel 1190: così le navi genovesi, che già adottano il simbolo, le riconoscono e le proteggono dagli atti di pirateria. E nel 1385 Riccardo II ordina ai suoi soldati di vestire la croce rossa (lo spiega un articolo di The Guardian).
  • Poi c’è il vessillo della Scozia, la “croce decussata” bianca su sfondo blu: rappresenta il tipo di croce su cui venne martirizzato Sant’Andrea. Nel IX secolo sarebbe apparsa in sogno al re degli scoti Óengus II prima di una battaglia vinta. Morale della favola: la Saint Andrew’s Cross Saltire non discende dalla croce templare di San Giorgio.
  • Anche l’Irlanda, prima dell’attuale tricolore, aveva una bandiera crociata non discendente dalla bandiera templare. Era chiamata St.Patrick’s Saltire, una croce decussata rossa su sfondo bianco, adottata nel 1783.

Dal 1801 al 1922 Inghilterra, Scozia, Irlanda fecero parte del Regno Unito, che congiunse anche le tre bandiere in un unico disegno (attraverso una serie di passaggi per cui ti rimando a Know-Britain.com). La sua descrizione? Ancora da Wikipedia: “L’attuale Union Flag è blasonata: d’azzurro, alle croci decussate di Sant’Andrea e San Patrizio, inquartate per decusse d’argento e di rosso, l’ultima bordata della seconda, sormontate dalla croce di San Giorgio come terza, bordata come i decussi”.

 

E le altre bandiere europee con croce?

Altri Stati europei hanno bandiere con la croce: quasi tutte “della prole” del vessillo templare.

Bandiere di Stati europei: Grecia
Greek flag di Duncan Hull via Flickr

Georgia.

Il video di Qriosity non parla della georgiana “Bandiera delle Cinque Croci” (si chiama Khutjvriani drosha in lingua orinaria): forse perché non considera europeo lo Stato georgiano (che sta sul Caucaso, al confine tra Europa e Asia). Ma l’origine della sua insegna è chiaramente europea: la croce centrale rossa è infatti quella di San Giorgio, patrono dello Stato caucasico. E le quattro croci rosse laterali, su sfondo bianco, richiamano lo stesso patrono: sono dipinte sull’insegna almeno dal XV secolo.

Grecia.

La Galanolefki (“Blu-bianca”) o Kianolefki (“Ciano-bianca”) è “figlia” del drappo genovese e “nipote” quindi di quello templare. Anche se il disegno è più complesso: nove strisce orizzontali bianche e ciano, una croce bianca in alto a sinistra. Il video di Qriosity ti mostra tutte le sue trasformazioni per arrivare a questa struttura composita.

Svizzera.

La bandiera svizzera, che ha nome Schweizerfahne, deriva dal vessillo dell’Impero Germanico come si vede dalla scelta dei colori: croce bianca su sfondo rosso. Dal XV secolo ha subito molte trasformazioni prima di assumere la struttura che conosciamo noi (inclusa la forma quadrata).

Groenlandia.

Infine, la bandiera dell’isola dell’Articolo (che non è Stato indipendente, bensì una regione amministrativamente autonoma del Regno di Danimarca) deriva sempre dal Dannebrog. Due bande orizzontali (bianca sopra e rossa sotto) e un disco spostato verso sinistra (rossa la metà superiore, bianca quella inferiore). In questa pagina vedi altre variabili evidentemente ispirate al Panno danese.

 

Le bandiere europee tricolori: storia e curiosità

L’antica bandiera dei Paesi Bassi rappresenta per le bandiere tricolori di Stati europee quello che il vessillo templare rappresenta per le bandiere con croce: l’antenata comune.

Paesi Bassi: la “genitrice” comune.

Il Prinsenvlag, “Bandiera del Principe”, fu disegnata nel XVI secolo con tre bande orizzontali. Dall’alto verso il basso: arancione, bianco, blu. Ossia i colori dello stendardo del principe Guglielmo d’Orange. Oggi la prima banda è stata sostituita col rosso, ma l’arancione resta il colore dei neerlandesi per eccellenza. E la Bandiera del Principe ha dato i natali a diverse generazioni di vessilli di Stati europei.

Quindi possiamo dividere molte bandiere tricolore di Stati europei (anche se non tutte) tra “figli”, “nipoti” e “bisnipoti” della Bandiera del Principe Guglielmo d’Orange!

 

Bandiera dei Paesi Bassi su un veliero
Dutch flag di Theo K via Flickr

 

Tricolori europei di prima generazione

Ecco gli Stati europei che, secondo il video di Qriosity, hanno adottato un tricolore ispirandosi direttamente al disegno della Prinsenvlag.

Russia.

Nel 1699 lo zar Pietro I il Grande visita i Paesi Bassi per “copiare” il modo in cui i neerlandesi fabbricano navi. Alla fine copia pure la bandiera. Invertendo sperò i colori: il Trikolor russo, inizialmente usato solo dalla marina, è (dall’alto verso il basso) bianco, blu e rosso. Diventa simbolo nazionale nel corso dell’Ottocento, i bolscevichi lo sostituiscono con la bandiera comunista, ritorna poi in gran spolvero dopo la fine dell’URSS.

Francia.

Il Drapeau tricolore o Drapeau français nasce durante la rivoluzione francese: il popolo che assalta la Bastiglia il 14 luglio 1789 porta coccarde blu e rosse, i colori di Parigi. Pochi giorni dopo, anche la Guardia nazionale veste gli stessi colori, ma con l’aggiunta del bianco della casa reale. Nel 1794, durante la Prima Repubblica, la bandiera ufficiale si compone di tre bande verticali: blu, bianco, rosso. Peraltro, gli stessi colori neerlandesi ma ruotati di 90 gradi. E tale rimane.

Lussemburgo.

Gli edifici civili del piccolo Stato sventolano un drappo che, naturalmente, può essere nominato in tre lingue ufficiali: Fändel vu Lëtzebuerg in lussemburghese, Flagge Luxemburgs in tedesco, Drapeau du Luxembourg in francese. Fu adottato per la prima volta nel 1830 durante la rivoluzione belga (con cui il Granducato si separò dal Regno Unito dei Paesi Bassi nel 1839). Anche se Qriosity considera la struttura a bande una derivazione neerlandese, i colori sono nella storia della Casata di Lussemburgo dal 1288.

Germania.

La bandiera tedesca, che ha nome Schwarz-Rot-Gold, è per l’appunto “Nera-rosso-oro”. E’ il drappo dei nazionalisti del 1848, che cercano di costituire in uno Stato unitario la Confederazione germanica. Abolita dal Secondo e dal Terzo Reich, è tornata in auge dopo la fine di entrambi gli imperi.

Ungheria.

La Magyarország zászlaja è rossa, bianca e verde: la adottarono nel 1848 i rivoluzionari ungheresi che chiedevano l’indipendenza dall’Austria. Dopo la nascita dell’Impero Austro-ungarico divenne stendardo della nazione ungherese. Viene più volte trasformata, infine l’attuale Repubblica magiara adotta la versione del ’48.

Estonia.

La Sinimustvalge è, come suggerisce il nome, “Blu-nero-bianca”. Viene consacrata a Otepää il 4 giugno 1884 come bandiera dell’Associazione degli studenti dell’università estone. Per poi diventare emblema dei nazionalisti estoni e, nel 1918, bandiera del nuovo Stato.

Lituania.

Il suo simbolo ufficiale è un tricolore giallo, verde, rosso: diventa ufficiale con l’indipendenza del 1918, abolito con le occupazioni sovietica, nazista e nuovamente sovietica, è tornat0 a sventolare nel 1989.

 

Bandiera dell'Estonia come Lego
Estonian flag in Lego: foto di Guillaume Spert via Flickr

 

Tricolori europei di seconda generazione

Ecco gli Stati europei che adottano bandiere tricolore “figlie” delle prime che abbiamo visto…

Irlanda.

L’Irish Tricolour a tre bande orizzontali rappresenta i cattolici (verde) e i protestanti (arancioni) che vivono in armonia (il bianco in mezzo): il colore della pace è ripreso dal Tricolore Francese . E proprio con questa intenzione i nazionalisti disegnarono il proprio emblema nel 1849 (che diventa ufficiale quando l’Irlanda si costituisce come Repubblica nel 1922)

Italia.

Negli stessi anni della rivoluzione francese, negli Staterelli italiani comincia a circolare la stessa coccarda rivoluzionaria, ma dipinta di verde, bianco, rosso: ed ecco l’origine e il significato del Tricolore italiano! La bandiera diventa presto il simbolo della Repubblica Cispadana, del Regno d’Italia napoleonico, del Regno di Sardegna e, dal 1861, del Regno d’Italia unificato (ma con la croce di San Giorgio dei Savoia). Dal 1946, anno della Repubblica, rimane solo il tricolore.

Belgio.

E’ “figlia” di un’antica bandiera belga, simile per struttura a quella neerlandese a bande orizzontali. Per il resto, prendi la bandiera francese, sostituisci i colori con quelli del Ducato di Brabante storico (nero, giallo, rosso) e ottieni il drappo che ha nome Vlag van BelgiëDrapeau de la Belgique. E’ il simbolo dello Stato dall’indipendenza del 1830.

Romania. 

Anche lo stendardo romeno, che è chiamato Tricolorul, è “figlio” di una precedente bandiera rumena, “figlia” di quella dei Paesi Bassi. Il vecchio tricolore rumeno, quella del Regno del 1834, era a bande orizzontali. Quello attuale ha le stesse strisce di colore ma disposte in verticale: blu, giallo, rosso.

Bandiere europee tricolori
European Flags: foto di Fdecomite via Flickr

Esistono poi un gran numero di bandiere tricolori a bande orizzontali ispirate a quello russo: tutte le nazionalità che vedrai, durante l’anno rivoluzionario del 1848, si riconoscevano proprio nel vessillo dell’impero zarista. E ancora oggi molte ne conservano i cosiddetti colori panslavi: blu, bianco, rosso.

Croazia. 

I colori della Trobojnica non cambiano rispetto alla parente russa, solo la disposizione è diversa: (dall’alto) rosso, bianco, blu. In più, c’è lo scudo a scacchiera sormontato dai 5 scudetti delle suddivisioni amministrative. I tre colori risalgono al 1848, anno dei moti rivoluzionari nazionalisti. Ma l’adozione ufficiale avviene nel 1990.

Repubblica ceca.

Fu approvata nel 1920 come drappo dell’intera Cecoslovacchia. E i simboli lo rivelano chiaramente: una striscia col bianco della Boemia, una striscia col rosso della Moravia, un triangolo blu a lato per la Slovacchia.

Slovacchia.

La bandiera è identica a quella russa ma con lo stemma ufficiale della Slovacchia: uno scudo a sfondo rosso con la croce doppia bianca e, in blu, le tre cime dei Carpazi del Tatra, Fatra e Mátra. Tali e quali anche i colori panslavi.

Serbia. 

Nell’ordine: rosso, blu, bianco. Completa il tutto lo stemma nazionale, con l’aquila bicefala. L’adozione dei colori risale al primo Ottocento, quando i serbi in rivolta contro gli ottomani chiesero aiuto ai russi. Ma l’adozione ufficiale della bandiera è recentissima: 2010.

Slovenia.

Prendi il tricolore russo e ci aggiungi il Monte Tricorno, che sorge al confine sud del Paese. Anche in questo caso, i colori risalgono ai moti nazionalisti del 1848 (e l’adozione ufficiale del drappo dalla nascita dello Stato sloveno indipendente nel 1991).

Bulgaria.

Bianco, verde, rosso: è il Tricolore bulgaro, come stabilito dopo la nascita dello Stato bulgaro nel 1878.

 

Bandiera russa e colori panslavici
Bandiera russa e colori panslavici in una foto di Alan Wilson via Flickr

Altri Stati europei con bandiere tricolore o “a bande”

Ecco tutti gli altri tricolori e drappi europei “a bande”: in ordine cronologico rispetto alla loro prima attestazione storica. A questi, Qriosity non attribuisce parentele con altre bandiere europee. Ma chissà, con una ricerca più approfondita…

Austria.

E’ adottata ufficialmente nel 1945, ma la sua storia è antica quasi quanto il vessillo templare: risale almeno al 1230! Tre bande orizzontali, quella centrale bianca e quelle esterne rosse, compongono la Nationalflagge. Sono forse i colori che già il duca Leopoldo V di Babenberg portò in battaglia a San Giovanni d’Acri nel 1189 durante la III crociata.

Lettonia.

Una sottile striscia bianca orizzontale interrompe il rosso scuro dello sfondo: ed è il simbolo dei lettoni almeno dal 1279, secondo uno scritto medievale. Nel 1917 un artista riscopre questa citazione e definisce le proporzioni del drappo, che diventa simbolo ufficiale con l’indipendenza del 1918.

Spagna.

La Rojigualda, la “Rosso-oro”, ha due strisce rubino in alto e in basso e lo sfondo giallo. In mezzo lo stemma della casa reale. E’ la bandiera ufficiale dal 1978, ma i colori sono gli stessi dei quattro regni che si unirono nel XV secolo per far nascere l’attuale nazione.

Polonia.

Una banda orizzontale bianca e una rossa: è ufficialmente la bandiera polacca dal 1919. Ma la sua origine è più antica: nel 1831 la Camera dei deputati della Polonia, in rivolta contro l’impero russo, adottarono i due colori della vecchia Unione Polacco-Lituana.

Ucraina.

I principati medievali del Paese avevano un vessillo di due colori: il blu e il giallo. Il drappo ufficiale dello Stato adotta dal 1918 gli stessi colori a bande orizzontali: il primo simboleggia la pace, il secondo la prosperità di un campo di grano.

Moldavia.

Potremmo parlare di una “bandiera europea tricolore di terza generazione”, dato che è “figlia” di quella rumena, “figlia” a sua volta di quella russa! Stessi colori e disposizione, con in più un’aquila al centro che regge uno scudo con raffigurata la testa di un toro: è lo stemma nazionale moldavo. Sua adozione: dal 1991, anno dell’indipendenza dall’URSS.

Portogallo.

Cosa rappresentano il verde e il rosso della bandiera, poste in verticale, sullo sfondo della “sfera armillare”? I boschi del Paese e il sangue dei caduti? L’alba e il mare profondo che accompagnavano gli esploratori del XV secolo? In ogni caso l’adozione ufficiale è abbastanza recente: 1911.

Bandiere europee
Bandiere di fronte al Parlamento europeo: foto di Bull3t Hugues via Flickr

Bielorussia.

Due bande orizzontale: una rossa, più larga, e una verde in basso, più stretta. E un fregio rosso e bianco sul lato sinistro. Questi i colori adottati dal governo di Aleksandr Lukašenko nel 1995 dopo un referendum.

Malta.

Il drappo della piccola isola mediterranea è in uso dal 1964, anno di indipendenza dal regno Unito: due bande verticali, una bianca e una rossa. Completa il disegno, in alto a sinistra, la Croce che Re Giorgio VI aveva attribuito ai maltesi durante la seconda guerra mondiale per il loro coraggio: bianca bordata di rosso.

… E gli Staterelli più piccoli? Perché il video di Qriosity non li considera? Li elenco io, insieme alle altre bandiere europee “a bande”.

San Marino.

Bianca la striscia orizzontale superiore, azzurra quella inferiore. Lo stemma nazionale al centro con la scritta Libertas. Così si presenta la bandiera della Serenissima Repubblica, adottata dal 1862.

Monaco.

Rosso e bianco sono i colori della Casa Grimaldi fin dal 1339. Ma la bandiera ufficiale li adotta, in due bande orizzontali, dal 1881.

Vaticano.

Il Vexillum vaticanum ha due bandi verticali: una dorata, l’altra bianca (quest’ultima con le Chiavi di San Pietro e tiara papale). Risale al 1929, anno del Concordato. E assieme a quella svizzera, è l’unica quadrata.

Liechtenstein.

Banda blu in alto, banda rossa in basso e una corona in alto a sinistra. E così la bandiera campeggia dal 1921 sugli edifici civici dello Staterello alpino.

Andorra.

Possiamo considerare la bandiera del piccolo Stato dei Pirenei come “di terza generazione”: le bande verticali sono chiaramente riprese dal drappo francese, anche se i colori blu, giallo e rosso sono quelli della vicina Catalogna. Con lo stemma di Andorra. Sventola “ufficialmente” dal 1866.

Armenia.

Il “Tricolore”, o Yeřaguyn, è rosso, blu e giallo fin dalla breve indipendenza successiva alla prima guerra mondiale. Ed è stato ripreso nel 1991 dopo il crollo dell’URSS.

Azerbaigian.

Blu, rosso, verde dall’alto verso il basso: il Üçrəngli bayraq, “Stendardo tricolore”, è stato adottato dallo Stato caucasico dopo l’indipendenza dall’Unione Sovietica.

Le bandiere degli altri europei

Qui siamo alla creatività pura…

Cipro. 

Il drappo nazionale è bianco con al centro… Cipro! E occupa “formalmente” la bandiera dal 1960.

Macedonia.

Un sole nascente giallo a otto raggi, su sfondo rosso, sventola sulla repubblica ex jugoslava dal 1991: rappresenta il “nuovo sole della libertà” dell’inno nazionale.

Albania.

Il drappo dello Stato governato dall’artista-premier Edi Rama consiste, dal 1992, un’aquila bicefala nera su sfondo rosso. E’ simile al sigillo di Scanderbeg, eroe nazionale vissuto nel XV secolo.

Montenegro.

La bandiera nazionale è recente quanto la sua Repubblica: risale al 2004 (l’indipendenza dello Stato balcanico fu dichiarata due anni dopo). Ed è un’aquila bicefala dorata su sfondo rosso.

Turchia.

Già, anche la Turchia ha un fazzoletto di terra in Europa. E la sua bandiera, la Ay Yıldız, è la famosa mezzaluna con la stella su sfondo rosso. Ed è adottata dal 1844.

Kazakistan.

Anche questo “signore” ha territori in Europa? Sì, quindi teniamo in considerazione anche la sua bandiera (ufficiale dal 1992): un grande sfondo azzurra su cui “vola” l’aquila delle steppe (dorata). I due colori rappresentano “l’eterno vasto cielo blu” o i popoli di origine turca della nazione. Mentre il volatile al centro è l’antico condottiero delle steppe: il terribile Gengis Khan.

… E Bosnia e Kosovo? Adesso ci arriviamo!

 

Bandiere degli Stati europei
Bandiere degli Stati europei: fonte Wikipedia

E la bandiera dell’Unione europea?

Sono molti a pensare che la bandiera europea, campo blu e cornice di dodici stelle gialle, simboleggi il numero dei primi Stati dell’UE: assolutamente no. La storia della sua origine non ha nulla a che vedere con quella degli Stati Uniti d’America (le cui 50 stelle rappresentano proprio gli Stati federati).

 

Stelle dell'Unione europea
European Union stars: foto di Mark Notari via Flickr

Intanto, la prima istituzione ad adottarla non è stata l’Unione europea (e neanche la precedente Comunità economica europea). Bensì il Consiglio d’Europa: ossia l’organizzazione internazionale, per la promozione della democrazia e dei diritti, fondata nel 1949 e che oggi vede la partecipazione di 47 Stati europei.

Nel 1955 questa organizzazione lancia un bando per decidere struttura e disegno della sua bandiera. Giungono proposte da numerose associazioni (soprattutto europeiste) del Continente: Paneuropa, Movimento Federalista Europeo, Europa Union… Alla fine viene scelto uno dei 21 bozzetti dell’artista Arsène Heitz, che diventa il drappo ufficiale del Consiglio d’Europa l’8 dicembre 1955. E poi anche della CEE (dal 1983) e della UE.

Il 12 come simbolo di perfezione e unità

Questo è il significato delle 12 stelle della bandiera europea, come spiega il sito del Consiglio d’Europa (traduzione mia):

Sullo sfondo del cielo blu, le stelle formano un cerchio che simboleggia unione. Il numero delle stelle è fisso, dato che 12 è il simbolo della perfezione e completezza e dato che porta alla mente gli apostoli, i figli di Giacobbe [e quindi il numero delle tribù di Israele], le fatiche di Ercole, i mesi, eccetera.

Unione, perfezione, un accenno alle radici giudaico-cristiane e alla classicità greca… Ma c’è dell’altro.

 

Il 12 come simbolo mariano

Santa Maria con corona di stelle
Santa Maria con manto blu e corona di stelle: fonte Wikipedia

Quello che il disegnatore Arsène Heitz non rivelò subito era la vera ispirazione del suo lavoro: l’artista francese era di fede cattolica e, nella sua bozza, venne ispirato da un verso dell’Apocalisse di San Giovanni (12,1):

Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.

E’ una simbologia legata alla Madonna, che non a caso viene spesso raffigurata dai cristiani con una corona di dodici stelle e un manto blu (o su uno sfondo colore del cielo). Una coincidenza, o forse no: l’8 dicembre, data di “compleanno” della bandiera del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europa, è la festa cattolica dell’Immacolata Concezione mariana. Chi cerca l’identità europea nel cristianesimo vi legge un segno di Maria che protegge l’Europa. Per gli altri, il 12 e il cerchio sono solo segni di unità e di apertura. O addirittura, di un vincolo troppo stringente.

 

La bandiera europea dà origine a quelle di Bosnia e Kosovo

Due bandiere europee sono “figlie” del drappo adottato dall’UE: gli Stati che le adottano sono infatti relativamente recenti.

Bosnia ed Erzegovina.

La martoriata Bosnia ed Erzegovina disegna la sua bandiera nel 1998 dopo la fine delle guerre jugoslave. Con un rimando esplicito all’Unione Europea: il triangolo sul drappo richiama le tre etnie del nuovo Stato (bosgnacchi, serbo-bosniaci e croati) ma il colore giallo, e ancor più le 12 stelle sull’ipotenusa e lo sfondo blu, sono chiaramente ripresi dalla bandiera europea. C’è chi ha contestato la mancanza di riferimenti alle tradizioni locali.

Kosovo.

Come quella cipriota, anche il drappo del Kosovo presenta il piccolo Staterello giallo disegnato sul tessuto. Lo sfondo blu riprende la bandiera europea, ma le stelle riportate sono 6 quante le etnie del paese: albanesi, serbi, turchi, rom, bosniaci, gorani. È adottata dal 2008.

 

Albero genealogico delle bandiere europee: infografica di Qriosity

Ed ecco infine l’infografica di Qriosity che riassume (quasi) tutto l’albero genealogico. In realtà alcune bandiere europee di Stati non compaiono (il perché è di volta in volta spiegato sul sito).

 

Albero genealogico bandiere europee
Albero genealogico delle bandiere europee: fonte Qriosity.com

 

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