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Edi Rama artista e premier dell’Albania

Ma è un uomo o un caleidoscopio? Si diverte più a fare politica con intelligenza laterale o a dipingere sui muri? Considera più “da uomini liberi” l’arte o l’impegno civile? Sia quel che sia, è Edi Rama artista e premier dell’Albania. Ex sindaco di Tirana che ha ridato autostima alla sua città… ritinteggiandola!

Edvin Kristaq Rama (classe 1964) è pittore di fama internazionale. E’ stato insegnante di Lettere, esule a Parigi nel ’97, ministro albanese di Cultura, Giovani e Sport nel ’98. Già, lo sport. Grazie alla sua altezza fu convocato da giovane nella nazionale albanese di basket. Rama é infatti un omone di quasi due metri, pelato e barbuto… Assomiglia un po’ al commissario Montalbano!

Ora è al secondo mandato come primo ministro dell’Albania: il suo Partito Socialista ha vinto le elezioni di giugno 2017 con quasi la metà dei voti. Naturalmente, come premier, ha incontrato numerosi personaggi pubblici europei e mondiali. Tra tutti: Angela Merkel, Matteo Renzi, Federica Mogherini, Barack Obama, Donald Trump, John Kerry… Un tipo poliedrico e casual, viene da dire all’Ornitorinco: lo abbiamo persino visto visto al Summit di Trieste in giacca, cravatta… e scarpette da tennis! 

In pratica, un simpaticone. A parte un rapporto non proprio limpido con l’informazione libera del suo Paese.

Troppa carne al fuoco? Ok, andiamo con ordine…

 

Edi Rama fotografato da Tomislav Medak (immagine da Flickr)

 

Edi Rama sindaco: l’impegno civile si coltiva con la vernice!

Quando viene eletto sindaco di Tirana nel 2000, Edi Rama è già un personaggio noto: ex docente di Pittura all’Accademia delle Arti di Tirana e artista, è costretto a riparare in esilio a Parigi durante la turbolenta Anarchia albanese del 1997 (quella che provocò un’emigrazione di massa dal Paese). Torna a Tirana l’anno dopo. A sorpresa, viene nominato ministro della Cultura, dei Giovani e dello Sport dal premier socialista Pandeli Majko): un inizio di carriera turbolento. Tanto che, in questa intervista video concessa al canale Arte della Rai, afferma in un ottimo italiano:

“A volte la vita è quello che succede quando stiamo facendo altri piani!”

 

La street art che spiazza tutti a Tirana

Poi gli capita anche di essere eletto sindaco di Tirana: e qui si diverte ad amalgamare l’artista e il policy maker. La situazione che si trova a gestire, dopo gli anni del regime comunista e i turbolenti ’90, fa tremare i polsi. La speculazione edilizia è infatti ben peggiore di quella che noi conosciamo in Italia: case costruite sopra il letto del fiume Lana o in mezzo (sì, proprio in mezzo) a piazze e strade, balconi trasformati in vani… Che fare? Presentare un grande piano di riqualificazione urbana, giusto?

E invece no. Rama fa per cominciare due cose:

  1. abbattere gli scempi costruiti fino a quel punto e
  2. colorare tutto ciò che resta in piedi.

E il risultato, lo puoi vedere in foto.

 

Tirana Collage di Tal Bright via Flickr

 

Tirana capitale europea. Finalmente

Tirana diventa di colpo una capitale europea e una meta turistica. All’inizio i cittadini restano perplessi a causa di quelle improvvise botte di colore. Poi ci prendono gusto mettendoci anche del loro: discutono le tinte migliori, riverniciano le proprie case, si divertono. Come ricorda Stefano Boeri su DoppioZero, le energie represse vengono trasformate in estro collettivo. E il Sindaco eccentrico, che veste abitualmente i colori della nuova Tirana, commenta (la fonte è Wikipedia):

È il lavoro più eccitante del mondo, perché arrivare a inventare e a lottare per una buona causa di tutti i giorni. Essere il sindaco di Tirana è la più alta forma di conceptual art. È arte allo stato puro“.

 

Il sindaco artista e i suoi premi

Edi Rama non riceve pochi riconoscimenti grazie a quest’arte concettuale:

  • durante la Giornata Internazionale per l’eliminazione della povertà del 2002 è premiato dal segretario ONU Kofi Annan;
  • diventa “Sindaco del mondo 2004″ (tramite un voto online internazionale);
  • e viene riconosciuto dal Time Magazine come uno degli eroi europei del 2005.

Ah sì, il Sindaco presenta anche un piano edilizio insieme al suo ufficio tecnico: naturalmente diretto da giovani (il suo bacino principale di consenso).

 

Edi Rama pittore: dai Doodles alle architetture di colore

Anche quando viene eletto segretario del Partito Socialista d’Albania, nel 2005, Edi Rama non dimentica le sue origini di pittore.

 

Scarabocchi d’artista

Una delle prove più divertenti di ciò sono i Doodles, gli “scarabocchi” a pennarello con cui il segretario riempie le sue agende. E non aspetta la fine dell’orario di ufficio: la sua mano va da sola senza controllo mentre è in riunione o risponde alle telefonate. Lo racconta sempre durante l’intervista al canale Rai. Chissà quanto sta attento a quello che dicono i suoi compagni di Partito!

 

I Doodles di Edi Rama esposti al Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli

 

Edi Rama pittore e designer

Ma perché accontentarsi della vile cellulosa? A volte usa la carta da parati: il suo stesso ufficio è riempito di schizzetti di mille tonalità. E perché non esprimersi nel design pubblico? Rama ha dato consulenza in questo ambito non solo a Tirana e in Albania, ma anche all’estero. In Italia, è ad esempio l’autore di una serie di interventi alla corte del Polo formativo di Lunetta (Mantova): lo riporta l’ArTribune. Pavimentazione, arredo urbano, l’insegna universitaria rivivono grazie a Rama, che ha aggiunto la propria firma riempiendo tutte le facciate del colore blu.

Il protagonista assoluto dei lavori visivi dell’artista-politico è infatti sempre lo stesso: il colore. Quello che mancava nelle città albanesi sotto il regime di Enver Hoxha e Ramiz Alia.

E il colore fa pensare subito al desiderio di libertà. Una condizione di serenità interiore in cuieffetti rifugiarsi sempre quando le cose vanno male: una brutta litigata con un collaboratore, una crisi inaspettata nella città o nel Paese. E l’alternativa a tutto diventa prendere foglio e pennarelli e scarabocchiare sopra gli impegni pubblici.

 

Edi Rama premier

Nel 2011 Edi Rama non viene rieletto sindaco di Tirana per soli 95 voti: ma la sua corsa in politica non si ferma qui, anzi. Nel 2013 il suo Partito Socialista vince infatti le elezioni politiche insieme al Movimento Socialista per l’Integrazione: Edi Rama é il nuovo primo ministro albanese.

 

Il primo premierato di Rama

Leggendo le fonti online, l’impressione dell’Ornitorinco è che il suo mandato 2013-2017 sia un successo. Ecco alcune realizzazioni di questi anni, sia in campo interno sia internazionale (per un dettaglio maggiore, leggi la pagina a lui dedicata su Wikipedia):

  • la Legge di Verifica modernizza il potere giudiziario e cerca di renderlo meno corrotto. I giudici devono infatti essere in grado di giustificare le proprie fonti di finanziamento;
  • negli anni del primo premierato di Rama, viene modernizzata la rete di distribuzione dell’energia;
  • sono inoltre creati 183 mila posti di lavoro (che regalano all’Albania un bel quarto posto tra le nazioni dei Balcani con meno disoccupazione);
  • un’azione della “guardia della finanza” albanese distrugge le piantagioni di marijuana di Lazaret, considerata fino a quel momento la “capitale mondiale della Maria” (la cui rendita pesava metá del PIL nazionale!);
  • gli anni 2013-2017 vedono anche una situazione di disgelo tra albanesi e serbi. Rama e il premier della Serbia Aleksandar Vučić si incontrano e insieme discutono la costruzione di un’autostrada tra i due Paesi che passi attraverso il Kosovo: ossia la piccola nazione, a maggioranza albanese, che via via si era resa autonoma dalla Serbia.

 

Piazza Skanderberg - Tirana
Monumento a Skanderberg nella piazza principale di Tirana: foto di Andreas Lehner via Flickr

 

Le elezioni albanesi del 2017

Il giudizio dei cittadini albanesi è sostanzialmente favorevole, dato che nel giugno 2017 il suo Partito vince nuovamente le elezioni col 48% dei consensi e può governare da solo (anche se vota solo un albanese avente diritto su due). 330 osservatori internazionali, tra cui i delegati del Parlamento europeo, giudicano le elezioni “generalmente libere”.

Generalmente, appunto. Perchè vengono rilevati episodi di “family voting” e forti pressioni da parte degli attivisti dei partiti: è quello che scrive ad esempio l’Osservatorio sui Balcani e sul Caucaso (quindi una fonte autorevole in merito).

 

Il rapporto coi giornalisti (e qui casca l’asino)

Tutto splendido. Ma la performance geniale di Edi Rama come artista e premier ha un brusco calo quando si parla di giornalisti. Il 20 gennaio 2017, Le Courrier des Balkans titola infatti: Edi Rama soffoca il giornalismo indipendente.

Puoi leggere qui una traduzione in italiano dell’Osservatorio sui Balcani e sul Caucaso. Queste sono alcune delle accuse non proprio “light” mosse dall’articolo:

  • in Albania i media privati apparterrebbero per lo più ad oligarchi vicini agli attuali dirigenti politici;
  • trasmissioni e canali  sarebbero stati chiusi per la loro azione critica verso il Governo;
  • pressioni sarebbero inoltre giunte dallo stesso Edi Rama per far perdere il posto di lavoro ad alcuni giornalisti;
  • la maggioranza in Parlamento avrebbe anche cercato di inquadrare i media, con una serie di interventi (non coronati da successo) per criminalizzare le affermazioni diffamatorie nei confronti di funzionari pubblici.

I giornalisti e i cittadini a cui dà voce l’articolo mostrano una certa disillusione: secondo alcuni, l’informazione libera del loro Paese sarebbe messa peggio che ai tempi del governo di Berisha (non considerato un esempio in merito).

Come dire: il potere dà alla testa a tutti. Anche agli artisti e ai personaggi inizialmente “indipendenti”.

Edi Rama, da una parte, è l’intelligenza laterale al potere. Allo stesso tempo, è un castigatore di giornalisti critici verso il suo potere. Lui cosí libero. É evidente che anche la tavolozza per colorare il suo personaggio è ricca di chiari e di scuri!

 

Edi Rama e Sebastian KurzEdi Rama con Sebastian Kurz: foto del Ministero austriaco per l’Europa (via Flickr)

 

4 Quick facts su Edi Rama artista, sportivo e premier

Quick fact/1

L’altezza di Edi Rama? Per la precisione, 2 metri e cinque centimetri. Una caratteristica fisica che, da giovane gli ha permesso di giocare con la squadra nazionale di basket. E non soltanto per amore dello sport, come rivela il Guardian: uno dei pochi gruppi che, all’epoca della dittatura in Albania, poteva viaggiare erano infatti gli sportivi. “La ragione per cui giocavo, e volevo a tutti costi raggiungere la nazionale, era avere la possibilità di vedere un museo”

 

Quick fact/2

Non solo Mantova: Edi Rama artista ha riscosso notevole interesse anche in altre città e mostre d’Italia. Nel febbraio 2017, lLa Galleria Eduardo Secci di Firenze ha dedicato una mostra personale proprio al premier creativo (su Repubblica Firenze una photogallery dell’iniziativa). Facendo così seguito alla Galleria Artiaco di Napoli, che l’anno prima gli aveva già dedicato un’esposizione (come leggi su ArTribune). Inoltre Rama ha anche esposto sue opere, come racconta il blog ArtBooms, alla Biennale di Venezia 2017 dal titolo “Viva Arte Viva” (curata da Christine Macel).

 

Quick fact/3

Per quanto provenga dalla famiglia del socialismo europeo, Rama non sembra amare i sindacati. Lo ricorda Linkiesta: ad una convention della Confindustria Giovani di giugno 2015 ha infatti invitato gli imprenditori ad investire in Albania “perché è senza sindacati”. E secondo Linkiesta ha aggiunto: “Renzi è bravo, ma è troppo lento”. Un altro (ex) premier che non amava i sindacati.

 

Quick fact/4

Edi Rama artista ha dato una bella spiegazione dell’“arte concettuale di governare una città come Tirana” in un TEDx a Tessalonica: puoi rivederlo nel video qui di seguito (dura 15 minuti circa). Per vedere ascoltare invece una breve inchiesta con carrellata di immagini sulla città colorata, clicca qui il link di Around the World in 800 Days.

 

 

 

Immagine in evidenza: Tirana – Colorful Houses of Lana (foto via Wikipedia Commons)

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