Privacy Policy

Arte mudéjar: un pezzo di Islam nell’Europa cristiana

C’è più Islam nell’identità europea di quanto pensino la maggior parte degli europei. Ad esempio nell’arte mudéjar, una bellezza arabo-ispanica nata nel medioevo: cioè l’epoca degli scambi di guerra, di scienza, di sangue tra mondo islamico e Spagna cristiana. Uno stile architettonico e pittorico che ha passato i secoli e ha stregato anche Gaudì.

Le trasfusioni tra Islam ed Europa cristiana sono molto numerose e spesso facciamo finta di non notarle. Negli anni intorno al 1000 i filosofi arabi tradussero una quantità di testi greci antichi che poi passarono alla cristianità. Se l’Europa medievale ha potuto leggere Platone ed Euclide e costruirci sopra le proprie scienze è stato grazie agli arabi: è un po’ come se l’Islam, nel medioevo, avesse salvato la nostra identità. L’influenza araba è anche forte in Sicilia dove, sempre nel medioevo, i mussulmani riuscirono a costruire coi normanni e le popolazioni autoctone una convivenza tutto sommato ben riuscita (come puoi leggere su questo sito). Un esempio della loro eredità? Nomi geografici come Alcamo e Marsala sono di origine araba. Come la granita, i cannoli e la caponata!

E poi c’è il mudéjar, questo stile fatto di archi a ferro di cavallo, rilievi di mattoni a vista e (molti) colori chiari. E’ un’arte che dal medioevo in poi non disdegna di intervallarsi, sugli stessi edifici, ad altri stili “autoctoni” dell’Europa:  gotico, barocco, persino liberty.

 

La storia dei mudéjar in Spagna e Portogallo

Questa è la storia dei “mudéjar” e dell’arte che generarono quasi otto secoli fa.

I mudéjar (o mudeixar in catalano) erano i musulmani che, dopo la Reconquista della Penisola iberica da parte dei cristiani, ebbero il permesso di rimanere. La parola infatti derivererebbe dall’arabo mudajjan: “reso domestico, ritardatario, che ha avuto il permesso di rimanere, tributario”. Questo avviene più o meno a partire dal XII secolo.

 

I mudejar e la Reconquista

Piccola premessa. Gli arabi avevano cominciato la conquista della Penisola nel 711, sconfiggendo i visigoti. Da questo momento era cominciata la Reconquista da parte dei sovrani cristiani: prima i franchi, che intorno all’800 avevano conquistato Barcellona. Poi i piccoli regni iberici, che via via riescono a strappare territori sempre più vasti agli emiri (è l’epoca dell’epopea del Cid Campeador): asturiani, castigliani, aragonesi contrattaccano. Infine, i re cattolici Ferdinando e Isabella di Spagna conquistano Granada nel 1492 e fanno cessare il dominio arabo in Iberia.

 

Arte mudejar
Mudéjar di Hernán Piñera via Flickr

 

Mudejar e cristiani dopo il 1492

In questo contesto, la convivenza tra mudejar e cristiani sembra inizialmente funzionare: i musulmani, per lo più contadini e artigiani, possono continuare a praticare la loro religione. Poi cominciano i primi divieti di contrarre matrimoni misti e di avere scambi professionali. Alla fine del medioevo si moltiplicano le rivolte arabe, fino a quella di Granada (pochi anni dopo l’impresa dei due Re Cattolici).

Ai mudejar viene quindi imposto di convertirsi al cristianesimo: da questo momento, come puoi leggere qui, cominciano ad essere chiamati moriscos (in spagnolo) o mouriscos (in portoghese). Nel 1609, in seguito ad altre ribellioni, il regno di Spagna decide per l’espulsione di 300.000 di loro.

E però, il contributo che hanno dato all’arte dell’Europa cristiana resta visibile.

 

Arte mudéjar: la differenza diventa regola

“I mussulmani non lasciavano nessuno spazio bianco e dunque troverete palazzi con esterni ed interni completamente e splendidamente decorati”, ricorda il sito Spagna.cc.

Questo si nota anche nell’arte mudejar, che è lo stile che prende il sopravvento nei regni iberici dopo la fine della dominazione araba. Non a caso, molti principi cristiani si affidarono ad architetti musulmani (mudejar) per la costruzione di palazzi, chiese e monasteri. O per la loro ri-costruzione (ma sempre conservando gli elementi arabici).

Quest’arte è quindi l’eredità araba alla Spagna cristiana: archi a ferro di cavallo, arabeschi, mattoni in rilievo, soffitti di legno con intarsi, stucchi policromi e maioliche sono ovunque presenti negli edifici mudejar.

Lo stile che ne deriva è, secondo gli storici, la prosecuzione dell’arte mozarabica: quella dei cristiani dell’Iberia medievale (divisi tra regni cristiani e regni musulmani) influenzati dai conterranei musulmani. Il mozarabico è caratterizzato da un’architettura sobria e imponente, dai ben noti archi a ferro di cavallo e dalle colonne con capitelli corinzi (quelli con le foglie stilizzate). L’influenza reciproca è evidente.

Pensi all’arte mudéjar e pensi al colore e a un “tutto-pieno”. E agli incroci con altri stili: ad esempio gotico, neoclassico e barocco.

 

Arte mudejar: l'Alhambra
Alhambra Palace di The very onest man via Flickr

 

Elenco di 10 opere d’arte mudéjar

Visto che all’Ornitorinco e a me fa piacere seguire un filo rosso quando viaggiamo, ti propongo un percorso tematico tra le più belle opere di arte mudéjar. Spagna e Portogallo, Medioevo e contemporaneità, mattoni a vista e magnoliche, identità araba e cristiana mischiate in questa fetta d’Europa mediterranea: c’è tanto eclettismo negli incontri tra mudejar e altri stili. E tanti colori!

 

Alhambra di Granada

Vuoi vedere la Spagna islamica, visiti l’Alhambra. La grande città-palazzo di colore rosato, abitato prima dai sultani di Granada (a partire dal 1238) e poi dai re cattolici di Spagna (dopo il 1492). Uno scrigno pieno di pietre preziose: la zona militare del periodo islamico, il Cortile dei Leoni col colonnato dagli archi a ferro di cavallo, la Fontana dei Leoni, il Patio de los Arrayanes con la vasca e i mirti e altro ancora. Fu riconosciuto Patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 1984. Questo è il sito ufficiale in italiano (con le foto).

 

Real Alcazar di Siviglia

Anche il nome (che significa “palazzo”) denota la sua origine araba. In origine era un forte dei mori, poi re cristiano Pietro II di Castiglia ci costruì sopra il suo palazzo. Sempre in stile arabo (e impiegando lavoratori mussulmani). Cortili e loggiati sono chiaramente mudéjar. Da vedere anche le vasche di raccolta dell’acqua piovana nei sotterranei. L’Alcazar è Patrimonio dell’umanità Unesco dal 1987. E qui puoi ammirare foto e trovare alcune indicazioni per le visite.

 

Cattedrale di Teruel e Torre di San Martino

E’ dedicata a Santa Maria di Mediavilla: la costruzione cominciò nel 1171 in stile romanico e conclusa nel 1587 in pieno mudéjar. I mattoni a vista sono completati da stucchi in rilievo di colore verde-acquamarina. E’ Monumento nazionale dal 1931, Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 1986. Qui una serie di foto.

 

Cattedrale del Salvatore a Saragozza.

E’ anche conosciuta come La Seo del Salvador ed è uno degli edifici cristiani più celebri del capoluogo aragonese (la città in cui Jan Potocki ambientò il suo Manoscritto). Sorge sui resti di un antico foro romano, “sostituisce” una moschea araba, ha una facciata neoclassica che cela una volta gotica all’interno. E nella torre si riconosce molto bene la struttura di un antico minareto. Ma non è attualmente Patrimonio Unesco. Vuoi vedere il risultato un po’ eclettico? Eccolo qui.

 

Mezquita di Cordova

Sai cosa rappresenta la foresta di colonne sulla moneta spagnola da 2 euro? La Mezquita di Cordova. C’è tutta la storia della Spagna in questo edificio religioso (che è un vero incastro di più ale): chiesa dei visigoti nel 600 d.C. circa, grande moschea in costruzione dal 785, infine cattedrale a partire dal 1236. Colonne arabe, volte e dipinti gotici, sculture barocche, stucchi mudéjar. Anche questa meraviglia, che mixa tanta arte europea, non è per ora insignita della scheda Unesco. Sul sito ufficiale trovi foto, indicazioni… e una mappa interattiva della struttura dell’edificio!

 

Arte mudéjar: Mezquita di Cordova
Mezquita di Wingpix via Flickr

 

Interni dell’Aljaferia a Saragozza

Ancora Saragozza. Secondo alcuni turisti è “il mudéjar più bello della Spagna del Nord”: una cittadella fortificata oggi sede del Parlamento dell’Aragona. Mura e finestre intrecciano lo stile arabico e il gotico. E racchiudono portici e colonnati coi tipici archi dell’architettura islamica. E’ Patrimonio Unesco dal 1986. Puoi vedere una bella selezione di foto su TripAdvisor.

 

Palàcio da Pena a Sintra

Siamo ora in Portogallo e facciamo un salto di epoche. Questo multicolore castello delle fiabe (o Paese dei Balocchi, comunque un po’ kitsch) fu fatto costruire su una collina boscosa da Maria II di Braganza, dopo il 1840, per il marito re Filippo II di Portogallo. E’ un costoso regalo di nozze. Che si ispira a stili architettonici europei di epoche diverse: gotico, manuelino, rinascimentale, barocco… e mudéjar, naturalmente. E’ Patrimonio dell’umanità Unesco dal 1995. Qui le foto.

 

Castello di Coca

Un’imponente costruzione militare in stile gotico ingentilita dai rilievi in mattoni dell’arte mudéjar. Nel 1453 (l’anno in cui i mussulmani conquistavano Costantinopoli), l’arcivescovo di Siviglia affidò la costruzione del castello all’architetto Alì Caro. Puoi vedere qui il maestoso risultato.

 

Arte mudejar: Casa Vicens di Gaudì
Casa Vicens: foto di IK’s World Trip via Flickr

Monastero reale di Santa Maria de Guadalupe

Fu il maggiore monastero di Spagna (e uno dei principali dell’Europa cristiana) per quattro secoli. Ma non per questo non conserva tracce mussulmane, visibili negli archi del chiostro. Sorse nel XIII secolo e nel 1389 i monaci gerolamiti cominciarono ad abitarlo. Cristoforo Colombo venne qui a ringraziare il Cielo per la scoperta di quello che non sapeva essere il Nuovo Mondo. La scheda Unesco del monastero è stata rilasciata nel 1993. E questo è il sito istituzionale.

 

Casa Vicens di Antoni Gaudì.

E’ la prima opera architettonica progettata e realizzata dall’architetto catalano: commissionata nel 187o da Manuel Vicens i Montaner, conclusa nel 1888. Mattoni in rilievo, maioliche riempite di arabeschi sulla facciata e negli interni, qualche richiamo al neo-gotico teorizzato da Eugène Viollet-le-Duc e al liberty (vedi le ringhiere in ferro battuto che richiamano le foglie di palma). Tutto in uno spazietto di terreno minimo. Patrimonio Unesco nel 2005. Ecco foto e guida turistica.

 

 

Immagine in alto: Mudéjar di Srgpicker  via Flickr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *